incesto
“Ogni volta che torno, ti voglio più forte”
Angel1965
04.08.2025 |
7.184 |
2
"»
⸻
La promessa
Prima di partire, mi lasciò un bigliettino sotto il cuscino:
“La prossima volta vengo per restare..."
⸻L’ossessione
Non riuscivo a togliermela dalla testa.
I giorni dopo la sua partenza erano un tormento. Ogni volta che facevo l’amore con mia moglie, vedevo lei. Ogni volta che entravo in bagno, sentivo ancora il sapore del suo pompino. Ogni notte mi svegliavo con il suo nome sulle labbra.
Carine.
Poi un messaggio. Breve, deciso:
«Ti aspetto. Volo diretto su Recife. Voglio ancora tutto.»
Non ci pensai due volte.
⸻
Atterraggio bollente
Il Brasile mi accolse con caldo, umidità e odori intensi. Ma il vero fuoco arrivò quando la vidi all’aeroporto.
Carine. Top cortissimo, shorts che lasciavano metà culo fuori. Abbronzata. Splendida. Sfacciata.
Mi abbracciò. Il seno nudo sotto il tessuto mi sfiorò il petto.
«Non hai idea di quanto mi sia mancato il tuo cazzo.»
Salimmo in taxi. Seduta accanto a me, mi prese la mano e se la infilò tra le cosce. Niente mutandine. Era fradicia.
«Tocca. Senti. È da giorni che mi preparo.»
⸻
L’appartamento tropicale
Vista sull’oceano. Palme lente, onde dolci. Ma dentro, era un inferno.
Appena entrati, mi spinse contro il muro e si mise in ginocchio. Me lo prese in bocca senza dire una parola. Solo suoni umidi, profondi, disperati.
«Ne avevo bisogno. Volevo il tuo sapore. Voglio averlo addosso tutta la settimana.»
La sollevai in braccio, la portai sul letto e la presi con violenza. Figa. Culo. Bocca. Alternati senza pietà.
«Spaccami. Vienimi dentro. Fallo anche mentre dormo.»
⸻
Giorni e notti senza sosta
Ogni ora. Ogni stanza. Ogni angolo.
In cucina, mentre cucinava. Sotto la doccia. Sull’amaca del balcone.
La sua voce. I suoi gemiti trattenuti. I morsi al cuscino. Mi mandavano fuori controllo.
«Non voglio altro uomo. Solo tu. Solo il tuo cazzo. Sempre.»
Una notte, mentre pioveva forte, mi chiese di legarla.
Pancia in giù, polsi stretti, e la presi nel culo. Lento. Crudele.
«Fammi male. Voglio portare i tuoi segni in spiaggia.»
⸻
L’ultima sera
Terrazza. Cena pronta.
Lei si alzò, nuda, si mise a cavalcioni sopra di me. I vicini potevano vedere. Non le importava.
«Vienimi dentro qui, sotto le stelle. Fammi tua davanti al cielo.»
Quando venni, lei tremò, poi mi baciò piano sul petto.
«Ora puoi tornare. Ma io… io ti avrò sempre dentro.»
⸻
Il ritorno
Ripartii il giorno dopo. Mia moglie mi accolse con dolcezza. Ma dentro di me, ogni fibra era ancora legata a Carine.
Al suo profumo. Alla sua bocca. Al suo sguardo complice.
Sapevo che ci sarebbe stata una terza volta.
⸻
L’arrivo
Tre mesi dopo. Un nuovo messaggio:
«Atterro domani. Non dire niente a tua moglie. Voglio scoparti già all’aeroporto.»
Ed è esattamente quello che successe.
La trovai davanti al terminal. Vestito rosso attillato. Corto. Senza spalline. Niente reggiseno. Niente mutandine.
«Portami a casa. Ma fermati in un parcheggio prima. Voglio leccartelo adesso.»
Si mise in ginocchio tra i sedili e cominciò a succhiare con furia.
«Questo cazzo mi è mancato ogni singolo giorno.»
⸻
In casa. Ancora più sporca
Mia moglie uscì per lavoro.
Carine si presentò in salotto completamente nuda, coperta solo da una vestaglia trasparente.
«Non fingiamo più. Voglio farmi scopare ogni giorno che resto. Ovunque. Quando vuoi. Come vuoi.»
Mi cavalcò sul divano, stringendosi il seno con le mani.
«Scopami come se fossi una troia. Perché lo sono. La tua troia personale.»
La presi da dietro sul tavolo. Poi contro il muro. Sborra che colava tra le gambe.
«Mi vieni anche in bocca, per favore?»
⸻
Shopping bollente
Pomeriggio. Intimo nuovo. Camerini privati.
«Fammi provare tutto davanti a te. E se mi piace… scopami lì.»
Ogni reggiseno, ogni perizoma. Un pretesto per mostrarmi tutto. Nessuna paura. Nessuna vergogna.
Uscì dal negozio con un completo di pizzo nero sotto il vestito. Mi sussurrò:
«Ho le tue dita dentro di me. E voglio il tuo cazzo dentro prima di cena.»
⸻
Il delirio finale
«Legami. Bendami. Spaccami.»
La stesi sul letto. La feci urlare in figa, poi nel culo, poi in bocca.
Le versai vino rosso addosso e lo leccai via.
«Fammi svenire. Scopami fino a farmi piangere di piacere.»
Venni tre volte. Lei cinque. Forse di più.
Tremava. Rideva. Mi graffiava.
«Mi hai cambiata. Ora torno solo per farmi usare da te. Sempre.»
⸻
La promessa
Prima di partire, mi lasciò un bigliettino sotto il cuscino:
“La prossima volta vengo per restare. Ma solo se prometti che mi userai ogni notte.
Anche davanti a lei.”
Firmato: La tua Carine.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per “Ogni volta che torno, ti voglio più forte”:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
